Story of a Colony #05 - Il Palloncino Rosso
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Story of a Colony #05

Story of a Colony #05

Buongiorno a tutti voi, siete curiosi di sapere come se la passavano i piccoli bolognesi sul mare Adriatico? Allora diamo la parola alla signorina Pina Collina, membro della prima ora del Fascio femminile di Bologna (di cui diventerà Fiduciaria) e poi direttrice della Colonia.

I bimbi accolti avevano dai 6 ai 12 anni, selezionati dopo attenta visita medica: solitamente erano anemici, linfatici e adenoidei. Al loro arrivo venivano ritirati i vestiti e consegnata una divisa: bianca e azzurra per i maschi 🧒, bianca e rosa per le bimbe 👧.

L’impatto non era semplice, abituati come erano alla libertà in famiglia: qui la disciplina vigeva incontrastata (<<ogni occupazione è soggetta ad un orario, ogni pasto regolato da un ordine>>). Ottimisticamente, la nostra Pina affermava però che trascorsa la prima settimana la vita familiare era solo un lontano ricordo e anzi, una volta rientrati a casa, i bimbi sovente scrivevano alle maestre per ringraziarle…

Dovete sapere che i fanciulli erano divisi in squadre: i maschi in aquilotti, galletti, pulcini e grilli (a seconda dell’età); le femmine in rondini, farfalle, libellule e lucciole. Le addette all’assistenza erano diplomate e tesserate e dovevano seguire un corso apposito per “vigilatrici di colonia”. Vi era poi un medico direttore sanitario affiancato da infermiere.
I cibi di maggior consumo come pane, latte, carne, pesce e frutta erano scelti attentamente tra i più freschi, cucinati in modo semplice.

La sveglia era fissata alle 6.30 in luglio-agosto, alle 7 in settembre. Al suono della campana i bimbi si alzavano, provvedevano alle pulizie personali e, sempre in squadre, scendevano in cortile per gli esercizi di ginnastica respiratoria 🧘‍♂️🧘‍♀️.
Alle 7.30 la prima colazione, preceduta dalla preghiera 🙏, poi tutti di nuovo fuori per i giochi. Al fischio di adunata si componevano delle file e poi in quadrato attorno al pennone con la bandiera tricolore 🇮🇹 per il rito dell’alzabandiera, accompagnando con canti. Dopo di ciò cure elioterapiche e bagni <<se il tempo lo permette>> (ma non duravano più di 10-15 minuti).

A mezzogiorno seconda colazione, quindi ricreazione e alle 14 attività intellettuali: ad esempio ascoltare la lettura di un libro attorno alla maestra, oppure scrivere, disegnare, colorare.
Alle 15 di nuovo in spiaggia liberamente, fino a che non giunge la merenda (pane e frutta); così fino alle 18, quando veniva ammainata la bandiera.

A questo punto nei refettori si spargeva odore di <<minestra scodellata>>, quindi dopo la cena ancora ricreazione e alle 20.30 l’ultima campana dava l’ordine di ritirarsi nelle camerate: le maestre facevano un giro di perlustrazione, quindi spegnevano le luci. Fine della giornata!

Come potete capire i ritmi erano molto rigidi e non pochi ricordano con fastidio quelle settimane; da parte loro i Fasci sottolineavano le finalità educative, di ordine, disciplina e rispetto della Patria, nonché i risultati in termini di miglioramento della salute, perché le colonie erano nate innanzitutto per quello.

Nei prossimi giorni vedremo finalmente come e quando è nata l’idea di una nuova colonia, più grande e permanente.

(Fonte storica: “Argento vivo”, Ed. L’Assalto, 1932; immagine: Archivio Istituto Luce)

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